18/4 M.te Matajur (Friuli)
"Un fiocco qua e là, se avete coraggio potete arrivare qui da noi siamo aperti",
così ha risposto il rifugio Pellizzo alla telefonata fatta alle 9 del mattino da Andrea mentre a San Pietro
al Natisione, 1200 metri di dislivello più in basso, pioveva e ci si interrogava se partire o meno per il
monte Matajur. Inutile dire che i sei di Magicabike hanno deciso di rompere gli indugi e quindi di
inforcare le bici, spronati dall'ottimismo "meteorologico" di Andrea. Alla fine la scelta è stata vincente
perché l'escursione è stata divertente ed appagante, nonostante qualche goccia di pioggia ed una
temperatura più invernale che primaverile; anzi il ritorno alle auto è avvenuto addirittura sotto il sole.
I sei magici, Andrea Chiarel, Pietro Braghetta, Marco Da Villa, Tatiana Ferretti, Armando Paolini,
Daniele Stevanato, hanno chiuso un anello di 44 km coprendo un dislivello di 1550 metri.
Questo lungo ed impegnativo itinerario ha avuto luogo nella suggestiva cornice delle Valli del Natisone,
situate a cavallo tra pianura e prealpi giulie: la salita per il Monte Matajur, il più imponente rilievo di
questa parte d'Italia posta a confine con la Slovenia, ha richiesto pazienza ed ha comportato un
dispendio di energie notevole, vista la frequente alternanza di ascese e discese, che sembrava non
condurre mai a destinazione. Invece a destinazione ci siamo giunti, al Rifugio Pellizzo ci siamo
riscaldati ed abbiamo pranzato in allegria. La varietà di situazioni di cui è caratterizzato l'itinerario non
ha mancato di coinvolgere: all'attraversamento di bellissimi boschi si sono avvicendati altrettante
caratteristiche borgate, abbarbicate su questi aspri e selvaggi versanti, quindi è seguita la grande
panoramica dell'ultimo tratto di ascesa, anche se parzialmente oscurata dalla nuvole di giornata. A
coronamento di tutto, avrebbe dovuto esserci, in particolar modo per gli appassionati dei single tracks,
la stupenda discesa del sentiero 749, per me una delle più belle tra quelle provate sinora in regione
Friuli, purtroppo con il bagnato il sentiero, di ben 12 km, è troppo pericoloso e quindi è stato evitato.
La discesa è avvenuta lungo un toboga formato da stradine secondarie e lungo un tratto di carrareccia
molto divertente.
Alla fine è stata davvero una bella uscita, da riproporre con il sole in modo di conquistare anche la
cima del monte Matajur e di affrontare la discesa in single tracks.
Come al solito ottimo affiatamento e spirito di amicizia tra i sei di Magicabike, notevole l'impegno di
coloro che a corto di allenamento hanno lo stesso chiuso il giro ma si sa che l'escursionista spesso è
più tosto del biker agonista.Alla prossima
Marco DV